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Osservatorio Consiglio di Stato

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 16-July-2014 n. 922

Non v’è divieto di ius novorum in appello per le eccezioni rilevabili anche d’ufficio. Con la sentenza 21 aprile 2017, n. 1868 la IV sezione del Consiglio di Stato, a partire dalla proponibilità per la prima volta in appello delle questioni processuali e sostanziali che siano rilevabili anche d’ufficio, ha riformato la sentenza di primo grado (Tar, Sez. I, 16 luglio 2014, n. 922) in epigrafe dichiarando la tardività del ricorso per silentium proposto oltre l’anno dalla scadenza del termine per la conclusione del procedimento, previsto nella specie - in materia di autorizzazione unica per la realizzazione di impianto eolico -  in 180 giorni dalla presentazione dell’istanza, secondo la disciplina applicabile ratione  temporis (d. lgs. 387/2003 ) -, senza che possa ritenersi interruttiva di detto termine la reiterazione dell’istanza, pena il riconoscimento di una sorta sanatoria dalla decadenza dall’azione nella quale è irrimediabilmente incorso il privato con lo spirare del termine. Ciò risponde ad un principio di certezza dei rapporti giuridici che impone che il tempo entro cui va chiesta la tutela non è un modo in cui il diritto è esercitabile ma il fattore coessenziale di tale tutela, secondo quanto previsto dall’art. 2 l. 241/1990 e 31 c.p.a. come interpretati da Ad. plen. n. 11/2016).

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 03-October-2017 n. 230

Cons. Stato, sez. III, ord. 27 aprile 2017, n. 1756: deve ritenersi fondata, ai fini della della delibazione sul fumus, l'impugnazione dell'esclusione dalla gara motivata con la  mancata allegazione da parte del socio unico persona giuridica della dichiarazione sui requisiti generali di moralità (art. 38 d. lgs. 163/2006), con conseguente sospensione della sentenza di primo grado impugnata (Tar, Sez. I, 10 marzo 2017, n. 230).

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 14-November-2016 n. 1286

Cons. Stato, sez. III, ord.  27 aprile 2017, n. 1757: nel procedimento  di assegnazione di un incarico di direzione di unità operativa complessa l’interesse al ricongiungimento familiare è ritenuto di mero fatto e dunque insuscettibile di integrare un presupposto di periculum in mora tale da determinare la sospensione della sentenza impugnata (non sospende Tar Bari, sez. III, sentenza 14 novembre 2016, n. 1286).  

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 02-October-2016 n. 146

La natura contrattuale dell’affidamento della gestione della piscina comunale: l’affidamento in concessione della gestione della piscina comunale, qualora il contratto si estenda anche ad un’articolata serie di servizi e di opere quali l’esercizio di un bar ristoro, la custodia dell’impianto e similari, è ascrivibile ad un appalto e non ad una concessione di servizi, con conseguente giurisdizione del giudice ordinario per le controversie concernenti l’esecuzione del rapporto contrattuale: in tale ipotesi lo schema contrattuale di riferimento è quello dell’affidamento di strutture sportive e servizi e non già quello della concessione di beni pubblici rientranti nel patrimonio indisponibile del Comune (Cons. Stato, sez. V, sentenza 2 maggio 2017, n. 1976 che conferma quella in epigrafe). 

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 05-October-2016 n. 630

L’improcedibilità dell’azione impedisce di esaminare il merito delle questioni: lo ha ribadito il Consiglio di Stato, sez. III, con sentenza 1 marzo 2017, n. 964, atteso che ogni affermazione che in proposito sia stata fatta dal giudice in presenza della citata condizione impeditiva è qualificabile come mero obiter dictum, ossia quale argomentazione eccedente la necessità logico-giuridica della decisione insuscettibile di creare vincolo e di passare in giudicato.

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 16-September-2015 n. 1254

Vano tecnico o piano abitabile: gli interventi edilizi che, sul piano oggettivo, risultano idonei a modificare un vano tecnico in spazio abitativo, con conseguente aumento  degli standard sui quali è stato originariamente assentito l’immobile, integrano un variazione essenziale di quest’ultimo, attuata in assenza di titolo edilizio e perciò sanzionabile con la demolizione  ai sensi dell’art 32 comma 1 lett. a) e 31 comma 2 d.P.R. 380/2001. (Cons. Stato, 30 marzo 2017, n. 1473 di conferma della sentenza in epigrafe).

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 19-May-2016 n. 671

Ultima conferma della giurisdizione del G.o. sulle procedure di mobilità esterna: il Consiglio di Stato, confermando il granitico orientamento sul punto, ha riformato la sentenza di primo grado motivando la sua decisione con la dirimente circostanza che detta procedura, determinando una modifica soggettiva del datore di lavoro, non comporta la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo ma attiene alla mera gestione tra amministrazioni dello tesso rapporto già instaurato (Cons. Stato, sez. V, 10 aprile 2017, n. 1683 che riforma la sentenza in epigrafe ).

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 24-March-2016 n. 424

Concessione del servizio di riscossione e supporto alla riscossione: l’iscrizione da parte del privato all’albo per lo svolgimento dell’attività di liquidazione e accertamento tributi non è necessaria se l’affidamento consiste nel servizio di  supporto all’ente locale per la riscossione: trattasi, infatti, di servizi estranei dalla concessione in cui il privato non maneggia danaro pubblico e dunque non è investito di potestà pubblicistiche. Elementi sintomatici che differenziano l’una dall’altra prestazione sono: il controllo e la responsabilità in capo alla stazione appaltante su tutte le attività di accertamento e riscossione, la previsione di un corrispettivo fisso per il servizio, indipendente dalle imposte, l’applicazione della revisione prezzi, istituto tipico dell’appalto e non della concessione. Ne consegue che la previsione di siffatta iscrizione come requisito di partecipazione del bando sarebbe risultata illegittima. (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 31 gennaio 2017, n. 380 che ha confermato  la sentenza in epigrafe).

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Ordinanza 23-November-2016 n. 543
Nell'appalto di forniture non può essere ammesso un dispositivo non equivalente rispetto a quello prescritto: l'aver offerto  nell'appalto di forniture ospedaliere prodotti diversi da quelli previsti nelle specifiche tecniche a base di gara (nella specie, un sistema semiautomatico  - anziché automatico - per la scomposizione del sangue  umano),  in assenza della dimostrazione dell'eventuale equivalenza ovvero dell'irragionevolezza  nella scelta del prodotto da parte della Stazione appaltante, giustifica  l'esclusione dalla gara  (Cons. Stato, Sez. III, ordinanza 27 gennaio 2017, n. 339, di rigetto dell'appello e conferma dell'ordinanza in epigrafe).

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